Sto scrivendo queste righe sul bus, durante il viaggio di ritorno dall'escursione a Saona: torno con la mente a un momento preciso della giornata, la sosta in un piccolo gift shop dove ho ritrovato un vecchio sapore che conosco bene, la Mamajuana.
Un rito di amicizia a Bayahíbe
Quel profumo mi ha riportato indietro nel tempo, a quando lavoravo a Bayahíbe: ricordo ancora le serate in riva al mare, la musica bachata in lontananza, e quella bottiglia di vetro piena di erbe e cortecce che passava di mano in mano come un tesoro condiviso. La Mamajuana è un infuso naturale di rum, vino rosso e miele, arricchito con radici, foglie e spezie locali: ogni bottiglia è diversa, perché ogni famiglia ha la propria ricetta segreta.
La ricetta di Don Emilio
Un anziano di Bayahíbe, Don Emilio, mi raccontò un giorno la sua ricetta: bottiglia con erbe e cortecce secche (guayacán, anamú, cannella, chiodi di garofano, alloro, uva passa e zenzero), riempita con metà rum scuro, un quarto di vino rosso e un quarto di miele puro, lasciata riposare al buio per almeno 5-7 giorni. “La Mamajuana è come la vita”, diceva sempre, “più la lasci riposare, più diventa buona.”

