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Iten, la città dei campioni nella Rift Valley

L'arco rosso all'ingresso di Iten con la scritta Welcome to Iten Home of Champions
Ale che corre col numero di gara

Non sono mai stato a Iten, ma da quando vivo in Kenya è un nome che continuo a sentire ripetere con un misto di orgoglio e meraviglia: è la cittadina della Rift Valley che ha dato al mondo più campioni di corsa di fondo di qualunque altro posto sulla Terra.

Una cittadina a 2.400 metri

Iten si trova a circa 35 chilometri da Eldoret, nella Rift Valley keniana, a un'altitudine di circa 2.400 metri. All'ingresso del paese un grande cartello la definisce "Home of Champions", la patria dei campioni, e non è solo marketing: nel 2019 World Athletics l'ha dichiarata ufficialmente "Heritage Landmark", uno dei luoghi storici dell'atletica mondiale. Qui si trova anche il High Altitude Training Centre, il centro di allenamento in alta quota fondato dall'ex maratoneta olandese di origini kenyote Lornah Kiplagat, che ogni anno accoglie atleti da tutto il mondo insieme a migliaia di giovani kenioti in cerca di una carriera nella corsa.

I campioni che si allenano qui

A Iten vivono o si sono allenati fianco a fianco alcuni dei nomi più grandi della storia dell'atletica: Eliud Kipchoge, primo uomo a correre una maratona sotto le due ore, David Rudisha, Wilson Kipsang e Asbel Kiprop. Anche atleti stranieri come il britannico Mo Farah hanno trascorso mesi ad allenarsi qui, attratti dalla combinazione più unica che rara di altitudine, clima e compagni di allenamento di livello mondiale.

Altitudine, cultura, o un po' di entrambe?

La scienza un pezzo di spiegazione ce l'ha: vivere e allenarsi a quota elevata costringe il corpo ad aumentare i globuli rossi e la capacità di trasportare ossigeno, un vantaggio evidente in uno sport di resistenza. Ma l'altitudine da sola non basta a spiegare tutto: altre zone del mondo altrettanto alte non hanno prodotto gli stessi risultati. Molti studiosi guardano quindi anche alla cultura Kalenjin, l'etnia a cui appartiene la maggior parte dei campioni: generazioni di bambini che percorrevano di corsa diversi chilometri per andare a scuola, e una working ethic che trasforma la corsa in una delle poche vie d'uscita concrete dalla povertà. La scienza, va detto onestamente, non ha ancora trovato un gene specifico che spieghi il fenomeno: resta un mix di altitudine, storia e determinazione che a Iten si respira nell'aria. Di certo, ora che vivo in Kenya, è un posto che ho messo in cima alla lista di quelli da vedere con i miei occhi prima di tornare in Italia.

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InViaggioConAle
Alessandro — INVIAGGIOCONALE
Un diario di viaggio nato nel 2018: racconto in prima persona i luoghi che visito, senza filtri da guida turistica.