Con quest'ultima foto, scattata a 11.000 metri, si conclude la mia stagione in Kenya.
Persone dal cuore d'oro, e qualche disillusione
È stata un'esperienza molto bella: ho conosciuto persone locali dal cuore d'oro, ma anche la vera realtà dei Beach Boys, ragazzi che già dai 7-8 anni passano le giornate a guadagnarsi qualche spicciolo vendendo tutto quello che si può vendere, dalla collanina alle escursioni, fino a cose un po' più illegali.
Apro una piccola parentesi: questi ragazzi hanno l'apparenza di bravi ragazzi, ma conoscendoli da dentro posso dire che sono i primi a mettertela in quel posto se ne hanno l'opportunità. Non sono le due settimane di vacanza a farti conoscere la loro vera natura, ma stando a contatto con loro per più di tre mesi scopri che non sono proprio dei santi. Chiudo la parentesi: so che questa affermazione potrebbe non piacere a qualcuno, ma in tre mesi ho visto davvero tanti prendersi gioco dei turisti.
Nessun mal d'Africa, solo bei ricordi
Poi c'è il resto dei kenioti, quella fascia di persone che lavora duro per guadagnarsi da vivere, dall'animo nobile e dal sorriso stampato sul viso. Loro hanno guadagnato il mio rispetto: persone che non ti chiedono niente in cambio, per cui basta un sorriso per farle sentire bene.
Ho conosciuto posti incantevoli, natura selvaggia, villaggi africani e bambini che hanno ancora quell'innocenza che il resto del mondo ha perso. Non ho nessun tipo di mal d'Africa, ho solo un bel ricordo di luoghi incantevoli e persone che rimarranno nel mio cuore per tanto tempo. Kenya, asante sana!

