Vi racconto la mia esperienza in tempo di Covid: questo è stato il mio secondo viaggio da quando è iniziato questo incubo. A differenza del primo, che ricordo in Grecia, non è una vacanza vera e propria, ma una necessità legata a un fattore personale — la mia destinazione è Istanbul, in Turchia.
Una nazione dove si può andare solo per motivi specifici
La Turchia è tra le nazioni dove è proibito recarsi per turismo: è possibile andarci solo per motivi legati a lavoro, salute o esigenze particolari. Per entrare occorre, oltre a passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio, un test molecolare PCR fatto entro le 72 ore precedenti. Appena arrivati in aeroporto bisogna avere due autocertificazioni oltre ai documenti citati: al primo controllo la polizia aeroportuale chiede la prima, che va consegnata, mentre il test PCR viene richiesto al check-in (o al gate d'imbarco, se il check-in è già stato fatto online). Chi viaggia per un lungo periodo dovrà fare una quarantena fiduciaria e avvisare la propria Asl di appartenenza: non è obbligatorio, ma consiglio di farla, per rispetto verso se stessi e verso gli altri.
Le cose si stanno muovendo nella direzione giusta
Consiglio di dare una lettura attenta al sito viaggiaresicuri.it, che aiuta a capire tutta la documentazione necessaria per partire. La mia considerazione è positiva, anche se con molta cautela: mi sento di dire che le cose si stanno muovendo per il verso giusto, e tutti gli operatori del settore stanno trovando soluzioni per viaggiare.

