Prendo un giorno libero e lo trasformo nel giorno dei ricordi: sdraiato in spiaggia, il caldo sulla pelle, chiudo gli occhi e il viaggio comincia — questa volta all'indietro, fino alla mia infanzia a Palermo.
Palermo, via dei Cantieri 114
Vado talmente indietro negli anni che non ricordo nemmeno l'età che avevo — tre, quattro, cinque, forse sei anni. Un'età senza pensieri, quando la domenica andavo in chiesa con gli amichetti più grandi del palazzo in via dei Cantieri, a Palermo. Ricordo le auto di quel periodo, la 500 vecchio stile, la 600, la Bianchina in stile “Fantozzi”, le ore passate con gli amici a giocare a figurine nel portone del palazzo e le partite di pallone in strada. Cose strane da raccontare oggi, ma allora erano le basi per crescere sani e allegri.
Cornetti, campeggi e la Renault 5 color amaranto
Ricordo i campeggi a Favignana, svegliato con i famosi cornetti siciliani; mio zio con la sua 127 gialla che mi portava a Polizzi Generosa o su Monte Pellegrino a funghi; le gite fuori porta sulla Renault 5 color amaranto, con Pino Daniele e Renato Zero in sottofondo. Ricordo mio padre che mi veniva a prendere con la Giulietta per portarmi a Terrasini, e i cugini che mi portavano a Castellammare, alla Riserva dello Zingaro, a Favignana e ovunque andassero loro. Ricordo le giornate con mamma e nonna, le feste con tutti i parenti — a Natale ti sedevi a tavola e ti rialzavi il 2 di gennaio.
Ognuno di noi ha dentro abbastanza ricordi per scrivere un libro, un'eredità potenziale da lasciare alla nuova generazione, per fargli capire certi valori ormai persi. Apro gli occhi, il viaggio nel tempo è finito: mi ritrovo lì, spiaggiato in riva al mare, con qualche lacrima scesa da sola — a ricordarmi che la mia vita ha avuto un senso, che sono stato amato e coccolato da sempre.

