In questo racconto sarò più lungo del solito: non un semplice diario di viaggio, ma un resoconto dettagliato su come viaggiare a Istanbul in questo periodo di piena emergenza sanitaria — perché si può fare.
Le regole per partire e per entrare in Turchia
Da quando è iniziata la pandemia ho avuto la possibilità di uscire dall'Italia due volte: una per vacanza, ad agosto 2020, l'altra — non per vacanza — a febbraio 2021, e ho notato una notevole differenza nella preparazione a livello di controlli e protocolli. Istanbul rientra tra le destinazioni raggiungibili solo con comprovate esigenze di lavoro, salute o altro: tutte le informazioni aggiornate si trovano su viaggiaresicuri.it, un sito da studiare con attenzione prima di partire. Per uscire dall'Italia serve un test molecolare PCR negativo fatto entro le 72 ore dalla partenza — meglio chiedere in anticipo ai centri privati, perché non tutti garantiscono il rilascio entro 72 ore. Il mio aeroporto di partenza è stato quello di Bergamo: appena arrivati ci sono subito dei poliziotti che chiedono l'autocertificazione, mentre il test covid viene controllato al check-in. Arrivati a Istanbul, il primo controllo riguarda passaporto e temperatura corporea.
Una città tra futuro e radici antichissime
Istanbul è una città protesa verso il futuro che riesce comunque a mantenere le sue radici antichissime: un'atmosfera magica, frutto di una storia millenaria, punto di incontro tra Occidente e Oriente, tra Europa e Asia. Il centro storico, dichiarato patrimonio mondiale dell'Unesco, si affaccia sul Bosforo, lo stretto che collega il Mar Nero al Mar di Marmara — consiglio vivamente un giro in battello. Da vedere assolutamente la Moschea Blu e la basilica di Santa Sofia, oltre al ponte di Galata, uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo, che unisce la città antica a quella moderna, e il Palazzo del Topkapi, monumentale residenza dei sultani. Purtroppo ho avuto solo 36 ore per visitarla, affidandomi a una guida privata che comunque è riuscita a farmi conoscere alcune delle sue bellezze. Un'ultima nota pratica: per i mezzi pubblici, i battelli e i centri commerciali la Turchia richiede l'HES, un codice di tracciamento personale da attivare via sms una volta arrivati.

