Due mesi vissuti da dentro: la caldera, la luce e le contraddizioni di un'isola non perfetta.

Santorini sembra di conoscerla ancora prima di arrivare: le case bianche, le cupole blu, la caldera, i tramonti. Quando l'ho vista dal vivo ho capito che le fotografie ne raccontano solo una parte. I villaggi costruiti sul bordo delle scogliere, con il mare al centro e le case quasi sospese nel vuoto, restano un paesaggio difficile da dimenticare. Ma non aspettatevi le classiche spiagge greche: qui il paesaggio è vulcanico, con sabbia nera, rocce scure e pareti rosse, e chi non si documenta prima rischia di restare deluso.
Io non ci sono stato in vacanza: ci ho vissuto e lavorato due mesi, e dentro l'inquadratura sono entrate anche le giornate in macchina, l'aeroporto pieno, i voli che atterrano alle due di notte, il vento e le attese. La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la luce: due mesi di cielo quasi sempre limpido, un sole che scalda senza bruciare. Questa non è una dichiarazione d'amore per Santorini, ma il racconto sincero di un'isola che mi ha conquistato lentamente, mostrandomi insieme la sua bellezza e le sue contraddizioni.
Ogni racconto, ogni momento vissuto qui, uno alla volta.