Oltre sessanta spiagge, l'autobus che porta a Koukounaries e il mare visto dalla barca.

Nei miei mesi a Skiathos ho assistito ogni giorno allo stesso rituale: i pullman blu e bianchi che partono dal porto pieni di gente con lo zaino sulle spalle e negli occhi l'emozione di chi sta per scoprire una spiaggia nuova. La linea attraversa l'isola da Skiathos Town fino a Koukounaries, e ogni fermata racconta una storia — Megali Ammos, Achladies, Troulos. In alta stagione passa ogni dieci o quindici minuti e la corsa completa dura appena mezz'ora: niente guida, niente parcheggio, solo la libertà leggera di muoversi senza fretta.
Poi c'è la Skiathos che si vede solo dal mare: Lalaria, la spiaggia di ciottoli bianchi che si raggiunge unicamente in barca, Kastro con le rovine dell'antica capitale, il villaggio di Katigiorgis e l'isola di Tsougrias. E quella che si conquista a piedi, per i sentieri di montagna che scendono verso le calette nascoste: la fatica, il sudore, e poi il mare cristallino davanti, che sembra un regalo.
Ogni racconto, ogni momento vissuto qui, uno alla volta.