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Karpathos

Karpathos
Ale con la tavola da SUP

Karpathos è l'isola greca che amo di più: ci sono stato per tre estati di lavoro, e ogni volta il cuore batte forte al pensiero di tornarci. È un'isola ancora autentica, non stravolta dal turismo di massa, che permette di entrare davvero nella vita quotidiana greca.

Questa pagina è la guida che avrei voluto trovare io la prima volta che sono sbarcato in quel piccolo aeroporto che sembra più l'ingresso di un hotel: nata da mesi di esperienza sul campo, non da una settimana di vacanza. Quando venire, come muoversi, dove mangiare, quali spiagge non perdere.

Quando venire

Giugno e settembre sono, per me, i due mesi migliori. A giugno l'isola è ancora poco affollata, soprattutto nella prima metà del mese, anche se l'acqua è più fredda; da metà mese in poi l'affluenza cresce settimana dopo settimana. Considero settembre il periodo ideale per chi può permetterselo: acqua calda, cieli limpidi, temperature piacevoli e vento quasi assente per gran parte del mese. Luglio e agosto restano i mesi più frequentati, con più voli charter dall'Italia e un'isola decisamente più viva, ma che non perde comunque il suo fascino.

Karpathos in estate

Come muoversi

La prima cosa da fare all'arrivo è noleggiare un veicolo: le strade di Karpathos sono spesso tortuose, quindi consiglio l'auto, anche se chi ama le due ruote può cavarsela con una moto di cilindrata adeguata. Quasi tutta l'isola è asfaltata, comprese le strade per le spiagge principali. La parte settentrionale, tra Kyra Panagia e Olympos, è la più impegnativa: vento forte in quota e qualche masso sulla carreggiata richiedono attenzione. La parte occidentale, da Arkasa a Mesochori, è invece più tranquilla, con strade larghe. Per chi ama camminare, in entrambe le zone si trovano sentieri di trekking davvero belli.

Dove mangiare a Pigadia

A Pigadia, la capitale dell'isola, c'è di che scegliere. Sofia's Place occupa un posto speciale nel mio cuore: cucina tradizionale, servizio accogliente e i makarounes — i piccoli gnocchi conditi con cipolle caramellate e formaggio mizithra grattugiato, il piatto simbolo di Karpathos — da assaggiare assolutamente. Maxim, gestito dal signor Yannis, è un'altra tappa fissa: consiglio il saganaki con miele e sesamo.

Per chi cerca qualcosa di diverso, Sonam propone piatti greci con un tocco più moderno; UNO è la scelta giusta per una serata di cucina italiana, con la pasta fatta in casa; Al Porto, sempre italiano, è amatissimo da turisti e locali, quindi meglio arrivare presto. La Taverna Maistrali, proprio davanti al mare, è perfetta per una cena di pesce con vista sul tramonto.

Una taverna a Pigadia, Karpathos

Bar e vita serale a Pigadia

Per un aperitivo, "The Island" e Gallery sono due indirizzi che meritano una sosta; per colazione o un caffè come si deve, l'angolo italiano di Karpathos Caffè, gestito da Michalis, è un piccolo rifugio di casa. Per la sera, il Bar Anoi, proprio sul porto, è il punto di ritrovo dei più giovani.

Il rito del caffè freddo

In Grecia il caffè freddo non è solo una bevanda, è quasi uno stile di vita, e a Karpathos non fa eccezione. Il mio preferito è il Freddo Espresso, preparato con un espresso raffreddato rapidamente col ghiaccio: si può ordinare skietto (senza zucchero), metrios (il mio preferito, leggermente dolce) o gliko (dolce). È il modo in cui inizio quasi ogni mattina sull'isola.

Fuori Pigadia

Ad Amoopi, circa 15 minuti da Pigadia, la taverna Esperida è una tappa che consiglio sempre. A Menetes vale la pena fermarsi nella piccola taverna di Manolis, per una cucina greca autentica; a Finiki, il piccolo porto di pescatori, Marina's Place serve pesce fresco con vista sul mare. A Lefkos ho due indirizzi del cuore, Under the Trees e Evdoxia; a Olympos, il villaggio di montagna che custodisce meglio le tradizioni dell'isola, la Milos Taverna prepara makarounes che non hanno nulla da invidiare a quelli di Pigadia. A Spoa, Porto Bello merita la deviazione anche solo per la pizza. Ad Arkasa, invece, il Bar Stema regala uno dei tramonti più belli dell'isola: ci sono tornato più volte solo per quello.

Amoopi, Karpathos
Amoopi
Amoopi, Karpathos
Amoopi
Tramonto al Bar Stema, Arkasa
Tramonto al Bar Stema, Arkasa

Le spiagge da non perdere

Karpathos è un paradiso per chi ama il mare, con spiagge molto diverse tra loro: da quelle attrezzate con lettini e ombrelloni a piccole calette più selvagge, raggiungibili solo a piedi, in barca o con un fuoristrada. Grazie alle regolamentazioni greche, almeno metà di ogni spiaggia resta comunque libera da concessioni: c'è sempre spazio per stendere un asciugamano senza noleggiare nulla. Se pensate di girarne più di una, vi conviene comprare un ombrellone in loco invece di pagare il noleggio ogni volta — a fine vacanza potete anche regalarlo all'albergatore.

Apella

Apella è probabilmente la spiaggia più celebrata di Karpathos, inserita più volte tra le più belle dell'Egeo. Si raggiunge in circa 30-40 minuti da Pigadia, scendendo verso una baia protetta da alte scogliere, con sabbia e ciottoli e un'acqua trasparente che invita a esplorarla anche in SUP. C'è un piccolo chiosco per uno spuntino, ma consiglio di arrivare presto: si riempie in fretta.

Spiaggia di Apella, Karpathos

Achata

Achata è una delle spiagge meno affollate, incastonata tra due promontori rocciosi che la riparano e le regalano un'atmosfera più raccolta. Dista circa 13 km da Pigadia, con sabbia mista a ciottoli e un mare che passa dal turchese al blu profondo: perfetta per chi cerca tranquillità senza rinunciare ai servizi di base.

Spiaggia di Achata, Karpathos

Kyra Panagia

Kyra Panagia si riconosce subito per la chiesetta dalla cupola rossa che domina la baia, uno dei panorami più fotografati dell'isola. È a circa 14 km da Pigadia, con un percorso più semplice rispetto ad altre spiagge, e nonostante sia tra le più frequentate mantiene un'atmosfera rilassata, con fondali che scendono in fretta, ideali per nuotare.

Kyra Panagia, Karpathos

Michaliou Kipos

Michaliou Kipos è la spiaggia più curiosa dell'isola: a due passi dall'aeroporto, nella sabbia e nelle rocce si trovano conchiglie fossili vecchie di milioni di anni. Non ha alcun servizio — niente lettini, niente taverne — quindi ci si va organizzati, ma la sua atmosfera selvaggia e isolata ripaga ogni sforzo.

Michaliou Kipos, Karpathos

Amoopi

Amoopi, a soli 7 km da Pigadia, è in realtà un insieme di piccole spiagge — Grande Amoopi, Piccola Amoopi, Votsalakia e alcune calette raggiungibili solo via mare — ognuna con il suo carattere. È la zona più completa dell'isola: taverne, servizi, tramonti che si vedono bene e la comodità di essere vicinissima alla capitale.

Spiaggia di Amoopi, Karpathos

Lefkos

Lefkos è un'area di più baie affacciate su un mare turchese, circondata da case bianche tradizionali e piccole taverne. È una delle zone più organizzate e allo stesso tempo più autentiche dell'isola, con più insenature tra cui scegliere a seconda di quanto la si vuole tranquilla.

Spiaggia di Lefkos, Karpathos

Damatria

Damatria, vicina all'aeroporto, è tra le spiagge più rilassanti: più ciottoli che sabbia, acqua limpida e un'atmosfera raccolta, lontana dalla folla ma comunque con qualche servizio di base.

Damatria, Karpathos

Diakoftis

Diakoftis è la più selvaggia e remota: l'ultimo tratto di strada è sterrato (meglio arrivarci con un quad), circondata da dune e macchia mediterranea, con una sabbia bianca e fine che non si trova altrove sull'isola. È anche la spiaggia più cara per chi noleggia i lettini, quindi la vivo più come una tappa da vedere che da attrezzare per un'intera giornata: portatevi acqua e qualcosa da mangiare.

Diakoftis, Karpathos

Agios Nikolaos (Spoa)

Questo Agios Nikolaos, vicino a Spoa, è una spiaggia di ciottoli chiari, tranquilla e mai troppo affollata, con un mare limpido ideale per lo snorkeling. Poco distante c'è la taverna Porto Bello, che consiglio anche solo per la pizza.

Agios Nikolaos, Spoa

Agios Nikolaos (Arkasa)

C'è un secondo Agios Nikolaos, questa volta ad Arkasa: sabbia dorata, onde un po' più vive delle altre spiagge e, soprattutto, uno dei tramonti più belli dell'isola, con la piccola cappella bianca e blu che si staglia sulla scogliera.

Agios Nikolaos, Arkasa

Villaggi e vita locale

Oltre a Pigadia, la capitale che si affaccia sul porto principale, ci sono villaggi molto diversi tra loro che vale la pena scoprire. Menetes, arroccato a 350 metri sul livello del mare, colpisce per le case colorate e i vicoli stretti, con una vista che verso sera si tinge di colori caldi. Arkasa mescola storia — le rovine dell'antica Arkesia — e mare, con un vento quasi costante che la rende amata da chi pratica windsurf. Finiki è un piccolo porto di pescatori, case bianche e blu, taverne di pesce fresco: uno dei posti più pittoreschi dell'isola.

Nell'entroterra, Piles conserva un'anima rurale e alcuni murales che vale la pena cercare tra i vicoli; Othos, il villaggio più alto di Karpathos, a 510 metri, regala un clima più fresco e viste sulle montagne; Volada è un piccolo rifugio di pace, punto di partenza per chi vuole salire fino al Monte Kali Limni; Stes è tra i borghi più tranquilli, circondato da uliveti; Aperi, antica capitale dell'isola, ha un'aria più signorile, con chiese che raccontano il suo passato importante. Anche a tavola si respira questa identità: influenze arabe, turche e romane si sentono ancora oggi nei sapori locali, non troppo distanti da quelli del sud Italia.

Un villaggio di Karpathos
Villaggi
Cucina locale a Karpathos
Ristoranti

Informazioni pratiche

Sull'isola ci sono 5 distributori di benzina, divisi in tre zone: lungo la strada verso Olympos, verso Amoopi e nella zona di Afiartis — nessuno a Diafani, quindi se alloggiate lì mettete in conto un viaggio. Sono aperti dalle 8 alle 20 e non c'è il self-service: fate sempre rifornimento quando potete, soprattutto ad agosto, quando l'isola si riempie e i distributori possono scarseggiare.

Per i contanti, a Pigadia si trovano diversi bancomat, ma molte taverne e bar fuori dal centro accettano solo contanti: meglio arrivare preparati.

Da segnalare anche il nuovo Ospedale Generale di Karpathos, attivo dal novembre 2018: prima di allora, per qualsiasi problema più serio di un'influenza, bisognava spostarsi fino a Rodi o Atene. Non è certo il motivo per cui si visita un'isola, ma sapere che oggi l'assistenza sanitaria di base è garantita in loco è una tranquillità in più, per chi ci vive e per chi la visita.

Per approfondire

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