Lunedì, al sorgere dell’alba, mentre mi dirigevo all’aeroporto, un brivido mi ha attraversato. Sette mesi sull’isola di Fuerteventura, sette mesi di avventure, passioni e scoperte. Mi sono fermato un attimo, respirando l’aria salmastra e pensando a quanto questa isola mi abbia stregato, rapito, avvolto nel suo abbraccio magnetico, dieci minuti con gli occhi rapiti dall’azzuro del mare con alle spalle un morbido color arancione che si alzava all’orizzonte. Una piccola pausa per incominciare bene la settimana.
La serata è stata animata dalla consueta riunione con gli ospiti Alpitour. Oh, gli sguardi curiosi degli ospiti quando mi hanno conosciuto! I loro occhi brillavano di anticipazione e io ero pronto a mostrare con i miei racconti sull’isola, il mondo che avevo scoperto.
Martedì e mercoledì, immerso nel vortice burocratico, ho danzato tra carte e documenti. Ma giovedì! Ah, giovedì è stato un sogno divenuto realtà. L’Arco de las Penitas, un monumento naturale scolpito dal tempo vicino ad Ajuy, si è eretto davanti a me come una porta verso un altro mondo, quel famosissimo mondo parallelo che raccontavo nel mio precedente racconto. E le mie colleghe, con i loro sorrisi e risate, hanno reso quel momento semplicemente magico. È vero, non sono i luoghi ma le anime con cui condividiamo i momenti a rendere tutto indimenticabile.
Il cielo grigio di venerdì ha battuto in ritirata di fronte alla mia determinazione. Mentre la pioggia tamburellava fuori, io mi rifugiavo nella palestra, sfidando ogni muscolo, e nel mio blog, dove ogni parola raccontava una storia.
Sabato, tra impegni lavorativi e momenti di riflessione, la settimana sembrava volare via. Ma domenica! La spiaggia di Sotavento mi ha accolto come un’amica di vecchia data, e l’acqua cristallina ha accarezzato ogni mia preoccupazione. E quando il sole ha iniziato a tuffarsi nel mare, io ero a La Pared, con i miei colleghi, a salutarlo, promettendo di tornare.
Questa settimana, come un quadro vivente, resterà impressa nella mia memoria. Fuerteventura, con le sue meraviglie e le persone straordinarie che ho incontrato, è diventata una parte di me. E io… io non vedo l’ora di scrivere il prossimo capitolo.




























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