Sette mesi si sono dissolti come granelli di sabbia tra le dita, volati via in un battito di ciglia. Per alcuni, un soffio troppo breve; per altri, un’eternità. Per me, è stato il tempo giusto, un bilanciamento perfetto tra l’ambientarmi lentamente e il lasciare l’isola con qualche lacrima nascosta tra gli sguardi.
Le persone incrociano i miei occhi, ma non possono immaginare tutto ciò che ho vissuto in questi 210 giorni. Fuerteventura si è insinuata nel mio cuore con delicatezza, senza fretta, diversamente da altre destinazioni che colpiscono forte e subito. Il primo mese è stato una sfida, il secondo un adattamento, e nei cinque successivi, è sbocciato l’amore.
Quest’isola mi ha regalato panorami che sembrano appartenere ad altri pianeti: spiagge da sogno, crateri maestosi, isole circostanti e paesaggi che sembrano scolpiti sulla luna.
Le ultime due settimane non sono state semplici. Ho lottato contro una febbre intensa e ho impiegato giorni per riprendermi del tutto. La mia collega è arrivata per prendermi il testimone, per scoprire a sua volta la bellezza di questa Isla Bonita. Abbiamo trascorso giornate frenetiche, tra hotel e spiagge da raccomandare agli ospiti, giornate impegnative ma indimenticabilmente belle, anche se velate da un senso di malinconia per il tempo che stava per esaurirsi.
Questa esperienza, nel suo insieme, è stata eccezionalmente positiva, merito anche della mia “super Panda” che mi ha accompagnato ovunque. Insieme abbiamo percorso oltre 10.000 km, esplorando ogni angolo da sud a nord, in luoghi che hanno stregato i miei occhi e arricchito la mia anima.
Ora, mentre mi appresto a lasciare Fuerteventura, sento la dolcezza di questi ricordi che si intrecciano con la promessa di nuove avventure. Eppure, so che una parte di me rimarrà sempre qui, tra queste onde e questi venti che ora conosco così bene.
Mi perdo in un mare di ricordi, ognuno un frammento prezioso della mia esperienza qui. Ripenso al mio primo giorno sull’isola, quando ogni strada, ogni spiaggia e ogni volto erano sconosciuti. Ricordo l’emozione di quel primo tramonto, dove il cielo sembrava dipinto apposta per me.
Mi sono lasciato affascinare dalle meraviglie naturali di questa terra: dall’imponente Arco de las Penitas, che ho finalmente potuto esplorare, ai magici tramonti di La Pared, dove il sole sembra sprofondare nel mare. Ho riso e condiviso momenti indimenticabili con i colleghi e gli ospiti, stringendo amicizie.
Ho vissuto avventure inaspettate, come quella notte sotto le stelle con Cecilia e David, dove il buio ci ha avvolti completamente, permettendoci di catturare la maestosità dell’universo in una foto. E poi, le giornate di riflessione, in solitaria, che mi hanno concesso un momento di pace per assaporare la bellezza di tutto ciò che mi circondava.
Ogni spiaggia ha lasciato un’impronta nel mio cuore, ogni onda mi ha raccontato una storia diversa. Ho guidato attraverso paesaggi che mutavano sotto il cielo dell’ isola, dalla terra bruciata dal sole alle oasi nascoste che sembrano piccoli paradisi perduti.
Mi hanno visto soffrire nei momenti di malattia, sorridere nei pomeriggi di sole e crescere giorno dopo giorno. Fuerteventura è stata più di una semplice destinazione; è stata una guida, un’amica, un’amante che ha saputo mostrarmi cosa significa veramente vivere la natura selvaggia.
Ora, seduto al gate aspettando il mio volo e con il cuore colmo di gratitudine e gli occhi lucidi, mi preparo a partire. Quest’isola è stata un capitolo straordinario della mia vita, una storia che porterò sempre con me, raccontata in ogni puntata di questa serie indimenticabile. Fuerteventura, mi hai dato tanto, e io lascio un pezzo di anima tra le tue onde e le tue montagne. Finché ci incontreremo di nuovo, ti porto con me.
Adesso mi preparo alla mia prossima destinazione e ai miei prossimi racconti: CUBA 🇨🇺
Le foto delle mie due ultime settimane

























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