Sono passati cinque anni dall’ultima volta che ho messo piede ad Alonissos. Cinque anni che, nel tempo, hanno trasformato ricordi in immagini sbiadite… o almeno così pensavo. Tornare qui, in questa perla verde delle Sporadi, aveva un sapore particolare.
Credevo che l’isola potesse guarire tutto. Che bastasse il suo verde brillante, il profumo dei pini, il rumore gentile delle onde per rimettere insieme ogni pezzo. In parte ci è riuscita. Perché Alonissos ha quel potere: ti abbraccia in silenzio, senza chiedere nulla.
Ma ci sono cose che, nella vita, non si dimenticano facilmente. Ricordi che ritornano, soprattutto d’estate, quando certi odori, certi tramonti, certi silenzi… parlano più di mille parole. Il tempo cura, sì. Ma lo fa piano, a modo suo.
Camminando tra i sentieri che conoscevo, guardando il mare che sembra sempre lo stesso, ho capito che a volte il cuore sorride fuori, ma dentro ha ancora qualche nodo da sciogliere. E non sempre l’apparenza racconta davvero chi siamo, o come stiamo. Ma va bene così. Perché il bello della vita sta anche in questo: nell’accettare che certe ferite abbiano bisogno del loro tempo.
Alonissos mi ha fatto bene. Mi ha ricordato che la pace esiste, anche quando non la sentiamo subito. E che certi luoghi riescono, con la loro sola presenza, a farti sentire un po’ più leggero






























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