Nei miei mesi a Skiathos ogni giorno assisto allo stesso rituale: i pullman blu e bianchi che partono dal porto pieni di turisti con lo zaino sulle spalle, la crema solare in mano e quella tipica emozione negli occhi di chi sta per scoprire una nuova spiaggia. Io mi muovo con la mia macchina, ma osservare i loro spostamenti quotidiani è come assistere a un piccolo spettacolo che si ripete sempre uguale, eppure sempre diverso.
La linea che attraversa l’isola porta dal cuore di Skiathos Town fino a Koukounaries, la spiaggia che sembra rubata a una cartolina. Ogni fermata racconta una storia: a Megali Ammos c’è chi scende con il sorriso di chi non vede l’ora di buttarsi in mare, ad Achladies la coppia cammina mano nella mano fino all’ombra delle taverne, a Troulos le famiglie intere trascinano giochi e gonfiabili. Tutto si muove al ritmo lento ma costante degli autobus, che diventano quasi un filo invisibile capace di unire le spiagge, la città e le persone.
Il bello è che questo servizio non è solo comodo, è anche un po’ romantico ( il mio modo di vedere la vita stessa ): non serve pensare alla guida, né preoccuparsi di parcheggiare. Ti siedi, guardi fuori dal finestrino e lasci che la strada ti accompagni lungo la costa. In alta stagione i bus passano di continuo, ogni dieci o quindici minuti, e la corsa completa dura appena mezz’ora. A volte sono pieni, soprattutto al tramonto quando tutti rientrano dal mare, ma anche questo fa parte dell’atmosfera: un momento di condivisione con sconosciuti che, per un attimo, diventano compagni di viaggio. Ed io immagino gli sguardi che si incrociano, i sorrisi che ne seguono e, chissà, amori che nascono.
Ci sono anche minibus che si arrampicano verso l’interno, portando fino al monastero di Evangelistria o alla selvaggia spiaggia di Aselinos. Altri invece accompagnano i più curiosi verso Xanemos, a nord, dove le onde si infrangono sotto gli aerei che atterrano a pochi metri.
Così, giorno dopo giorno, scopro che a Skiathos non importa solo dove vado, ma come ci arrivo. Che io abbia una macchina, uno scooter o semplicemente un biglietto da pochi euro in tasca, l’isola regala sempre la stessa sensazione: quella libertà leggera che nasce dal muoversi senza fretta, lasciandosi trasportare dal ritmo delle vacanze.











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