Da quel 24 dicembre, tornando a casa dopo il funerale di mia mamma, ho percepito un silenzio assordante, diverso da ogni altro. Era come trovarsi in una prigione invisibile, fatta di impotenza, dove sai che non puoi più cambiare le cose. Vorresti uscirne, tornare indietro, fare in modo che non fosse mai successo nulla, ma quella porta resta chiusa. È la consapevolezza più dura: le cose non cambieranno, perché davvero non c’era più mia mamma. E quel silenzio non urla, non fa rumore, ma ti consuma piano piano, ti uccide dentro con calma, giorno dopo giorno, lasciandoti solo con una verità che non avevi mai voluto affrontare.
La Vigilia di Natale per me è tutto questo!
🫂
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