Miches, l’ultimo sguardo su una Repubblica Dominicana ancora autentica
Questa è stata la mia ultima storia a Miches, la mia ultima settimana.Un’esperienza che si chiude con sensazioni semplici, vere, senza bisogno di esagerare.Miches mi ha lasciato un ricordo positivo, fatto di giornate tranquille, ritmi lenti e un contatto diretto con una Repubblica Dominicana ancora poco toccata dal turismo di massa. Qui ho visto un lato diverso del paese, più autentico, più silenzioso, meno costruito.Non è il classico posto da cartolina, ma proprio per questo ha un valore speciale.Spiagge ampie, natura presente, pochi rumori e la sensazione di essere in un luogo che per ora si sta ancora difendendo dalla folla. Il mare è stato parte importante di questa esperienza.Sopra e sotto l’acqua il tempo sembra scorrere in modo diverso.Le immersioni, i respiri lenti, il silenzio del fondale, il rapporto di fiducia con chi si immerge accanto a te.Sono momenti semplici ma intensi, che restano senza bisogno di essere spiegati troppo. Miches non è una destinazione che urla, non colpisce tutti allo stesso modo.E forse è giusto così.È un posto che si osserva, si vive con calma e poi si lascia andare, senza aspettarsi nulla di più di quello che offre. La cosa più positiva, senza dubbio, è aver visto un angolo dominicano ancora selvaggio, ancora vero.So che tra qualche anno probabilmente cambierà, arriveranno più strutture, più persone, più rumore.E poterlo vedere adesso, in questo momento, è stato un piccolo privilegio. Porto via Miches così: una parentesi piacevole, autentica, che rimane lì, senza stravolgere nulla, ma con il merito di aver mostrato un volto diverso della Repubblica Dominicana.










