Settimana 4 – La normalità caraibica tra lavoro, mare e piccoli momenti


La mia settimana è iniziata in aeroporto, proprio all’ora del tramonto. Avevo quel mix di stanchezza e concentrazione che arriva quando aspetti un volo pieno di ospiti e sai già come si muoverà il resto della giornata. L’atmosfera era tranquilla, tutti facevano le loro cose con calma, e io mi sono semplicemente messo lì a fare il mio lavoro, osservando la gente che arrivava e quell’aria un po’ frenetica ma comunque gestibile. Nei giorni successivi la routine si è sistemata da sola. Tra un check-in e un trasferimento ho avuto momenti per godermi il posto: il pontile la mattina presto, quando c’è silenzio e l’acqua è ferma; la vista dalla palestra che ti ricorda, anche mentre sudi, che vivi in un angolo di mondo dove mare e palme fanno parte della scenografia quotidiana; e quei tramonti che ogni giorno cambiano faccia, come se qualcuno lì in alto decidesse di farti trovare una combinazione nuova di colori. La settimana è stata piena di piccole cose. Un giorno sono passato a Bayahíbe e mi sono ritrovato fra chioschi sulla sabbia, locali semplici e il mare che sembra finto da quanto è chiaro. Un’altra volta invece mi sono fermato a guardare le barche che partivano e arrivavano, ognuna con la sua storia, ognuna con qualcuno che va o qualcuno che torna. Tra una commissione e l’altra ho avuto anche momenti più leggeri: una partita improvvisata sulla spiaggia, un drink preso all’ombra delle palme, quel cagnolino curioso che si è avvicinato come se volesse fare amicizia. E poi le serate speciali: il padel, cerchi di fare bella figura ma non sai giocare, le risate, le piccole competizioni. Ogni mattina iniziava allo stesso modo: caffè versato nel mio bicchierino preferito e qualche minuto di calma prima di affrontare tutto. Poi i trasferimenti, le valigie davanti all’hotel, le partenze e gli arrivi, e quella sensazione che qui, anche quando non succede nulla di particolare, le giornate scorrono comunque piene. A fine settimana sono passato anche in un posto che conosco bene, pieno di artigianato, colori e oggetti tipici. È uno di quei luoghi dove entri per cinque minuti e ne passi venti senza accorgertene. In realtà non è successo niente di speciale, ed è proprio questa la parte bella: una settimana normale, fatta di lavoro, mare, incontri casuali e quei piccoli momenti che, messi insieme, raccontano la vita di tutti i giorni qui. Un ritmo semplice, ma che alla fine ti rimane addosso.