Parliamo del tramonto di Oia. Quello visto mille volte su Instagram, cupole blu, case bianche, il sole che scende dietro il vulcano e tinge tutto di arancione. Quello per cui ogni pomeriggio migliaia di persone si alzano dal lettino alle cinque, prendono un taxi, si assiepano sul castello diroccato e aspettno. Vale la pena? Sì, ma con qualche premessa.
Oia non è solo il tramonto. È uno dei villaggi più belli che abbia mai visto, e lo dico avendone girati parecchi. Le stradine strette intagliate nella roccia, le case che si affacciano sulla caldera come se volessero buttarsi giù. Se ci andate solo per il tramonto vi perdete la parte migliore.
Io ci sono tornato un’altra mattina, verso le nove e mezza, solo per vederlo senza folla. Non c’era quasi nessuno. Ho fatto colazione da Luno, un bar di fronte alla chiesa di Agios Georgios.
Il tramonto invece l’ho vissuto un altro gioro. Il castello dove tutti si radunano diventa una calca enorme, centinaia di persone gomito a gomito. Il rumore della folla dà fastidio. Io sono arrivato tardi e ho trovato tutto pieno. Poi, per pura fortuna, una famiglia si è spostata e mi ha lasciato un varco tra le mura: da lì si vedeva il sole scendere all’orizzonte e insieme il porticciolo di Oia, sotto, con le sue barche a vela che diventavano via via più arancio col mare. Non l’ho fotografato, la gente era così accalcata che non riuscivo nemmeno a tirare fuori il telefono.
Non ve lo consiglio per vedere il tramonto. Andate la mattina, molto meglio.
Un’alternativa più sicura è prenotare un tavolo in uno dei ristoranti con terrazza sulla caldera, anche solo per un drink. Si paga di più, ma si ha la vista senza la folla.
Quando il sole è sceso e gli altri hanno iniziato ad andarsene, il cielo sopra la caldera ha continuato a cambiare colore per altri venti minuti, rosa, poi viola, poi quasi azzurro. Quasi nessuno resta abbastanza a lungo da vederlo.

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