Quando arrivi, inizialmente la guardi come fanno tutti: il bianco delle case, il blu delle cupole, la caldera e quei tramonti che sembrano costruiti apposta per essere fotografati.
Poi, però, inizi a viverla davvero.
E dentro l’inquadratura entrano anche le giornate trascorse in macchina, l’aeroporto pieno di persone, le file di pullman, gli arrivi, le partenze, i voli che atterrano alle due di notte, il vento, il traffico e le attese.
Santorini è indubbiamente bella, con panorami mozzafiato e tramonti meravigliosi, ma non è un’isola perfetta. Uno dei suoi punti deboli, soprattutto per gli amanti del mare greco, è proprio il mare. Essendo un’isola vulcanica, molte spiagge hanno sabbia e fondali scuri e l’acqua non presenta sempre quei colori turchesi e cristallini che molti immaginano prima di arrivare. Chi non si documenta potrebbe quindi rimanere deluso.
La cosa che mi ha sorpreso maggiormente, invece, è stata la luce. In due mesi ho visto un cielo quasi sempre limpido, di un azzurro intenso, senza praticamente mai una nuvola. Un sole capace di scaldare senza bruciare la pelle e un clima che, per me, è stato quasi perfetto: 28-30 gradi durante il giorno e circa 22 la sera.
Santorini, però, non si può giudicare soltanto dalle sue spiagge. Ha un’anima particolare e luminosa, capace di trasmettere positività anche nelle giornate più complicate.
Entrano così una stanza che lentamente diventa casa, la porta aperta verso il mare, un piatto preparato sul balcone, un amico incontrato tra un impegno e l’altro, una birra davanti al tramonto e la luna che ti accompagna quando finalmente rientri.
Questa non è una dichiarazione d’amore per Santorini, ma il racconto sincero di un’isola che mi ha conquistato lentamente, mostrandomi insieme la sua bellezza e le sue contraddizioni.
Eppure, nonostante tutto questo, se mi chiedessero di tornare a lavorarci, probabilmente direi di no. Santorini è logisticamente difficile per chi ci lavora e, alla lunga, può diventare molto impegnativa.
Queste fotografie non raccontano una vacanza. Raccontano un pezzo di vita. La mia Santorini, vista da dentro.






















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